Combattere gli sprechi e l’inquinamento

Cos’è il FAST FASHION?

Il Fast fashion corrisponde alla produzione massiva di collezioni ogni anno. Ciò è reso possibile dalla forte domanda di abbigliamento da parte dei consumatori.

Le aziende fast fashion offrono vestiti a prezzi molto bassi in modo che siano accessibili al resto del mondo e quindi venduti a quante più persone possibile. Inoltre, ciò che consente a queste aziende di offrire prezzi molto interessanti è la scarsa qualità dei prodotti. Ad esempio, i tessuti utilizzati sono spesso di pessima qualità, il metodo di produzione è industriale e la manodopera è a buon mercato.

L’industria della moda è pesantemente criticata dagli attivisti ambientali per i suoi numerosi effetti negativi sull’ambiente. Diverse cose vengono segnalate dagli attivisti ambientali:

  • trasporto di indumenti;
  • condizioni di lavoro;
  • inquinamento causato dalla produzione di massa

L’industria della moda è oggi la seconda industria più inquinante dopo il petrolio. Ciò è dovuto in particolare all’utilizzo di pesticidi, formaldeide, agenti cancerogeni nei tessuti utilizzati nella realizzazione di abiti indossati dai consumatori di fast fashion.

Problemi del Fast Fashion

Il problema principale di questo inquinamento è che colpisce i paesi sottosviluppati in cui vengono progettati i vestiti. 

In effetti, i paesi sottosviluppati stanno assistendo a un aumento abbastanza significativo e molto preoccupante del livello dell’acqua. La cosa ancora più preoccupante è che questo aumento del livello dell’acqua sta avvenendo in paesi che non hanno i mezzi per combatterlo. In effetti, questo inquinamento è generato dai paesi più sviluppati ma sono i paesi più poveri a pagarne le conseguenze.

Ecco l’elenco dei paesi in cui viene progettata la maggior parte dell’abbigliamento:

  • Bangladesh;
  • Pakistan;
  • Thailandia;
  • Turchia;
  • India;
  • Vietnam;
  • Indonesia;
  • Cina;
  • Tunisia;
  • Marocco

È in questi paesi che gli attori del fast fashion decidono di disegnare i loro vestiti. È soprattutto perché la manodopera di questi paesi è molto economica.


L’altro problema con il fast fashion è la produzione di massa di abbigliamento che causa anche molti effetti negativi sull’ambiente.

Alcuni degli impatti negativi del fast fashion sull’ambiente sono:

  • ·Inquinamento idrico: 20% dell’inquinamento delle acque mondiali è dovuto alla tintura e ai vari trattamenti tessili.
  • ·Emissione gas serra: il settore della moda emette più di 1 miliardo di tonnellate di gas serra, che rappresentano il 2% delle emissioni totali.
  • ·Rifiuti prodotti:  sia le aziende di fast fashion ed i consumatori stessi producono milioni di tonnellate di rifiuti di abbigliamento ogni anno.

Come ostacolare il FAST FASHION?

La Slow Fashion cerca di infondere nei produttori una modalità “più lenta” di confezionamento dell’abbigliamento, cercando di far capire ai consumatori che non hanno bisogno di acquistare nuovi indumenti ogni giorno.

I promotori di questo movimento chiedono uno sforzo anche al consumatore. Prima di acquistare qualunque tipo di prodotto, il consumatore dovrebbe chiedersi: Mi serve davvero? Dove è stato fatto? Durerà nel tempo? Con quale materiale è stato realizzato? Se il consumatore sa rispondere a queste domande allora ha realmente la necessità di acquistare il capo, altrimenti, basandosi solo sulle emozioni che esso suscita, farebbe un’acquisto poco consapevole

SOLUZIONI SOSTENIBILI

Se in Italia, ad oggi, non tutti i Comuni sono obbligati a organizzare la raccolta degli indumenti usati, il Legislatore europeo ha previsto che dal 1° gennaio 2025, tale obbligatorietà deve vigere su tutto il territorio nazionale.

Consigli per riciclare i tuoi vestiti:

Recuperare le parti

Donare gli abiti usati ad amici e parenti

Riciclare vestiti facendo scambi e baratti

Come hanno fatto i ragazzi di RETE GIOVANI: rete di tutti i siti YEPP di ITALIA

Donare ad associazioni o depositare nei cassonetti di raccolta

Donare a canili e gattili

Vendere gli abiti vecchi a negozi di usato e abbigliamento vintage

Vendere i vestiti usati online

Grazie a tutti e Buon acquisto consapevole!!!

20-04-22 SOFIA ROTTA yepp loano

Macerie Stellari

Cronache del Riutilizzo (Tratto da un film dei fratelli Rumenta)

Capitolo I: La minaccia dello Zetto

POV, hai appena finito di ristrutturare casa, hai il cassone del camion pieno e ti stai chiedendo se è meglio portare a smaltire tutte quelle macerie o se è più conveniente gettarli giù per qualche scarpata, decidi di prendere il mezzo e vai verso la prima isola ecologica che trovi. 

Perchè hai scelto questa via?

Capitolo II: Lo smaltimento dei Cocci

Beh, ovviamente la risposta più immediata è che non vuoi trasgredire la legge e che (si spera) ci tieni a non inquinare il mondo che ti circonda, sia dal punto di vista ecologico che da quello visivo.

Ciò che la gente non sempre sa è che gli inerti possono godere di una nuova vita, impiegati nella costruzione e nel rifacimento di opere pubbliche e/o private che non necessitano di materiali ad alte prestazioni, come ad esempio il fondo dei manti stradali o, se vogliamo andare più nello specifico, per opere di ricostruzione post sismica. 

Il vantaggio di usufruire di questi detriti è stimabile in termini di energia risparmiata, discariche e cave inutilizzate ed emissioni evitate nell’ambito del metodo LCA (Life Cycle Assessment – Valutazione del ciclo vitale dei materiali edili), i costi di trasporto verrebbero drasticamente abbattuti e inoltre verrebbero velocizzati i processi di realizzazione.

E non è finita quì! Alcune aziende utilizzano proprio questi scarti per creare del cemento. Sì, avete capito bene, tritando e impastando queste materie verrà ridata loro nuova vita. Le tecnologie attuali permettono infatti di costruire più del 40% della struttura di nuovi edifici. Sempre più aziende si stanno dirigendo verso questo nuovo e promettente metodo di lavorazione, ma non senza problemi, infatti la separazione degli altri materiali combinati agli inerti è non poco faticosa e dispendiosa. La speranza è che con il passare del tempo i materiali impiegati diventino sempre più sostenibili e riciclabili. E sia sempre più facile e poco costosa la separazione.

Capitolo III: Una nuova speranza

Ora come ora ci sono tutti gli elementi per trasformare il settore dell’edilizia con i materiali di scarto. L’economia circolare serve proprio a questo:

 Creare il futuro dalle macerie.

La trasformazione è già in atto, ma il mondo politico, economico e produttivo è ancora troppo legato a vecchie concezioni imprenditoriali. La ricerca spinge sempre più verso una coscienza ecosostenibile, i governi devono credere nella ricerca, nei materiali di scarto e devono investire capitali per riportare l’uomo in equilibrio con la natura, ma prima di tutto ciò dobbiamo volerlo noi questo cambiamento.

Abbiamo la possibilità di intervenire all’interno di questa grande macchina e assicurarci che vada verso un futuro più Verde, ne abbiamo il dovere.

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